Film Horror

Il film horror è uno dei generi cinematografici in cui le scene suscitano nello spettatore paura e ribrezzo. Trame che raccontano di terribili mostri o personaggi del male manifestarsi nel mondo reale. Scopriamo le origini e le principali pellicole della storia del cinema.

Film horror: le origini

Le origini del cinema dell’orrore si fanno risalire alla fine dell’Ottocento, con la pellicola “Le manoir du diable” del 1896 di Georges Méliès, probabilmente il primo film horror della storia. Dallo stesso regista anche “La caverne maudite” del 1898.

All’inizio del Novecento tra le pellicole di maggior successo “Esmeralda” di Alice Guy (1906), “The Hunchback” (1909), “The Love of the Hunchback” (1910) e “Nosferatu il vampiro” (1922).

Negli anni a venire Hollywood ed i produttori statunitensi portarono sul grande schermo alcuni nuovi e spaventosi personaggi che suscitarono un particolare interesse nel pubblico, protagonisti di una serie di pellicole di successo. A tal riguardo segnaliamo Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932), L’uomo lupo (1941), Il bacio della pantera (1942), L’uomo leopardo (1943), Ho camminato con uno zombi (1943).

Anni cinquanta e sessanta

Negli anni cinquanta il cinema horror si evolve e dagli evidenti tratti gotici sposa le nuove linee di fantascienza. Film d’orrore con gli esseri umani messi di fronte a nuove minacce, rappresentate da terribili extraterrestri, mostruose piante e spaventosi insetti.

Una serie di pellicole che colpirono lo spettatore non tanto per le fantasiose trame ma per l’utilizzo dei primi trucchi e innovativi effetti speciali, su tutti il 3D.

A questo periodo risalgono interessanti produzioni quali “La cosa da un altro mondo” (1951) di Howard Hawks, “L’invasione degli Ultracorpi” di Don Siegel (1956), “La maschera di Frankenstein” (1957) e Dracula il vampiro (1958), entrambi diretti da Terence Fisher.

Negli anni sessanta il genere horror cambia ancora e punta maggiormente sulla psicosi dell’essere umano. Particolarmente apprezzati “Psyco” (1960) di Alfred Hitchcock, “Che fine ha fatto Baby Jane?” (1962) di Robert Aldrich, “L’occhio che uccide” (1960) di Michael Powell (1960).

Naturalmente i mostri e le scene di sangue piacevano sempre agli amanti del genere, una serie di peculiarità riscontrabili nelle seguenti pellicole: Suspense (1961), Gli invasati (1963), Gli uccelli (1963), Blood Feast (1963), Two Thousand Maniacs! (1964) e Occhi senza volto (1960).

Sul finire del decennio debuttò una delle più celebri produzioni del cinema horror: “La notte dei morti viventi” (1968) di George A. Romero. Una pellicola considerata estremamente significativa negli anni a venire tanto da essere inserita nel “National Film Registry”.

Segnaliamo infine “Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York” (1968) di Roman Polanski, uno dei film a quei tempi più acclamati da pubblico e critica.

Anni settanta e anni ottanta

Il genere si orienta sempre di più verso l’occulto, a partire dal grande successo del film “L’esorcista” (1973) diretto da William Friedkin. In voga negli anni settanta soprattutto le trame in cui demoni, diavoli e spiriti del male la fanno da padrona.

Tra i film da segnalare “Il presagio” di Richard Donner (1976), L’ultima casa a sinistra (1972) di Wes Craven, Non aprite quella porta (1974) di Tobe Hooper, Il demone sotto la pelle (1975) diretto dal regista David Cronenberg.

Nel frattempo anche in Italia il genere conquista nuovi fan, a seguito del grande successo della pellicola “Profondo Rosso” firmata dal regista Dario Argento.

Toccò poi a John Carpenter introdurre nuovi elementi nel cinema horror, riscontrabili nella sua produzione “Halloween – La notte delle streghe” (1978). Con “Alien” (1979) di Ridley Scott, invece, si diede un nuovo impulso al filone “horror- fantascientifico”.

In quel periodo anche il cinema di Hong Kong subì l’influenza dell’orrore, con diversi film in cui personaggi asiatici e lottatori divennero protagonisti. Di quel periodo “La leggenda dei sette vampiri d’oro” (1973), “Close Encounters of the Spooky Kind” (1981), “Mr. Vampire” (1985) e “Storia di fantasmi cinesi” (1987).

A cavallo del nuovo decennio il cinema horror si lascia dietro il passato e dai classici mostri degli anni sessanta-settanta passa a spaventose creature, a volte impersonate proprio dallo stesso essere umano assetato di sangue e di vendette assassine.

Fra i maggior film horror del periodo “Poltergeist – Demoniache presenze” (1982) di Tobe Hooper, “Venerdì 13” (1980) di Sean S. Cunningham, “La cosa” (1982) di John Carpenter, “Wes Craven Nightmare” (1984), “Il ritorno dei morti viventi” (1985) di Dan O’Bannon, “The Toxic Avenger” (1985) di Lloyd Kaufman, “La casa” (1981) di Sam Raimi. Una serie di film che creò delle vere e proprie icone per quei tempi, su tutti il mitico Freddy Krueger.

Fra i più significativi film horror del periodo da segnalare anche Hellraiser (1987) di Clive Barker, La bambola assassina (1988) di Tom Holland e soprattutto “Shining” di Stanley Kubrick, film ispirato all’omonimo romanzo di Stephen King.

Anni novanta e duemila

Gli anni novanta hanno inizio con i sequel di film quali Nightmare e Venerdì 13, pellicole che ottennero un discreto successo al botteghino anche se non particolarmente apprezzate dalla critica.

Per attrarre maggiormente il pubblico, l’horror diventò più grottesco a partire dalla seconda parte del decennio. Esempio tipico è “Splatters – Gli schizzacervelli” (1992).

“Dracula” di Bram Stoker (1992), “Ring” (1998) di Hideo Nakata e “Il sesto senso” (1999) di M. Night Shyamalan altri successi del periodo.

Negli anni duemila proseguì la produzione di remake e sequel di film del genere, fra cui “Freddy vs. Jason” (2003), “L’esorcista – La genesi” (2004), “L’alba dei morti viventi” (2004) e “Amityville Horror” (2005).

Il genere zombie, sotto la spinta dell’entusiasmo che si registrò con diversi titoli di successo nel settore videoludico, rivestì una certa importanza anche al cinema, con alcuni giochi diventati poi film, come ad esempio Resident Evil (2002) e Silent Hill (2006).

La produzione anche negli anni duemila rimase piuttosto sostenuta e fra le pellicole del genere maggiormente apprezzate segnaliamo: “La casa dei 1000 corpi” di Rob Zombie, “Cabin Fever” di Eli Roth, “Wrong Turn – Il bosco ha fame” di Rob Schmidt, “The Descent” (2005) di Neil Marshall e “Il collezionista di occhi” (2006) di Gregory Dark.

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